Al quarto giorno, Polly decise di scalare la Mezza Cupola. Non lungo il famoso percorso dei cavi sul retro (era chiuso per la stagione comunque), ma in volo. La faccia nord della Mezza Cupola si innalza quasi verticale dal fondo della valle. Sono 1.500 metri di granito liscio, levigato da un ghiacciaio 15.000 anni fa.
Iniziò all'alba. Volò da un boschetto di pini vicino al Lago Specchio e salì lentamente in spirali.
A trecento metri di altezza, si unì a uno stormo di rondoni dal collare bianco. Ce n'erano dozzine. Erano i piccoli uccelli più veloci con cui Polly avesse mai volato. Sfrecciavano e strillavano accanto a lei. Polly era l'uccello più lento in aria. I rondoni non sembravano preoccuparsene.
Il vento aumentò a cinquecento metri. Il granito era già caldo per il sole. La roccia calda riscalda l'aria sopra di essa. L'aria calda sale. L'aria ascendente sollevò Polly. Salì in lunghe arcate, lasciando che la roccia facesse il lavoro.
A metà strada, si riposò su una piccola sporgenza. Da lì poteva vedere il percorso dei cavi. I cavi metallici giacevano lungo la roccia nuda come una lunga spina sottile. Erano chiusi per la primavera. A luglio, centinaia di persone al giorno li avrebbero scalati.
Read it. Then say it.
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In cima, il granito era piatto. Largo cento metri, leggermente inclinato, con alcuni piccoli cumuli di pietre dove gli umani avevano segnato le loro vette.
Camminò fino al bordo della "tavola da tuffo", la famosa lastra sporgente, e guardò giù. La valle era un piccolo nastro sotto di lei. El Capitan era così vicino che sentiva di poterci volare. Gli alberi sul fondo del canyon sembravano peluria.
Rimase al bordo a lungo. Poi si spinse via dal labbro in un piccolo tuffo calmo e si sollevò quasi immediatamente per planare lungo la curva della cupola durante la discesa.